emerson “Non andare dove il sentiero può condurre, vai invece dove non c’è sentiero e lascia una traccia”. (Emerson)

“Non essere schiavo del tuo passato – immergiti nei mari sublimi, tuffati in profondità e nuota lontano, così tornerai con un nuovo rispetto di te stesso, con un nuovo potere e con un’esperienza avanzata che spiegherà e supererà il vecchio”. (Emerson)

“Io sconvolgo tutte le cose. Nessun fatto è per me sacro, nessuno è profano, semplicemente sperimento, un cercatore senza fine, senza un passato alle spalle”. (Emerson)

“Essere se stessi in un mondo che cerca costantemente di rendervi qualcos’altro è la più grande realizzazione”. (Emerson)

“Per quanto spesso si venga sconfitti, si nasce per la vittoria”. (Emerson)

“La nostra più grande gloria non sta nel non fallire mai, ma nel rialzarci ogni volta che falliamo”. (Emerson)

“Finite ogni giorno e finitela. Avete fatto ciò che potevate. Senza dubbio si sono insinuati alcuni errori e assurdità; dimenticateli il prima possibile. Domani è un nuovo giorno. Lo inizierete serenamente e con uno spirito troppo elevato per essere appesantito dalle vostre vecchie sciocchezze.” (Emerson)

“Ciò che sta dietro di noi e ciò che sta davanti a noi sono questioni minime rispetto a ciò che sta dentro di noi”. (Emerson)

“La felicità è un profumo che non si può versare sugli altri senza averne un po’ su di sé”. (Emerson)

“Se c’è un’epoca in cui si desidera nascere, non è forse l’epoca della rivoluzione; quando il vecchio e il nuovo stanno fianco a fianco e possono essere confrontati; quando le energie di tutti gli uomini sono ricercate dalla paura e dalla speranza; quando le glorie storiche del vecchio possono essere compensate dalle ricche possibilità della nuova era? Questo tempo, come tutti i tempi, è un tempo molto buono, se solo sappiamo cosa farne”. (Emerson)

“Non posso ricordare i libri che ho letto più di quanto non lo siano i pasti che ho consumato; tuttavia, essi mi hanno creato”. (Emerson)

“Senza ambizione non si inizia nulla. Senza lavoro non si finisce nulla. Il premio non vi sarà mandato. Dovete conquistarlo voi”. (Emerson)

Di seguito sono riportati alcuni dei miei passaggi preferiti del classico saggio di Emerson “Self Reliance”. Sotto questi passaggi potete trovare un link a una versione pdf gratuita di “Self Reliance”.

“C’è un momento nell’educazione di ogni uomo in cui arriva alla convinzione che l’invidia è ignoranza; che l’imitazione è un suicidio; che deve prendere se stesso, nel bene e nel male, come sua parte; che sebbene l’ampio universo sia pieno di bene, nessun chicco di grano nutriente può arrivare a lui se non attraverso la sua fatica profusa in quell’appezzamento di terreno che gli è stato dato da coltivare. Il potere che risiede in lui è di natura nuova, e nessuno tranne lui sa cosa può fare, né lo sa finché non ci prova”.

Quello che devo fare è tutto ciò che mi interessa, non quello che pensa la gente”. Questa regola, ugualmente ardua nella vita reale e in quella intellettuale, può servire per l’intera distinzione tra grandezza e meschinità. È più difficile, perché troverete sempre chi pensa di sapere qual è il vostro dovere meglio di quanto lo sappiate voi. È facile nel mondo vivere secondo l’opinione del mondo; è facile nella solitudine vivere secondo la propria; ma il grande uomo è colui che in mezzo alla folla mantiene con perfetta dolcezza l’indipendenza della solitudine”.

“Una sciocca coerenza è il fobgoblin delle piccole menti, adorata da piccoli statisti, filosofi e divinità. Con la coerenza una grande anima non ha semplicemente nulla da fare. Potrebbe anche preoccuparsi della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e domani dite di nuovo quello che pensa il domani con parole dure, anche se contraddice tutto quello che avete detto oggi. – Ah, quindi sarai sicuramente frainteso” – È così brutto, allora, essere fraintesi? Pitagora è stato frainteso, e Socrate, e Gesù, e Lutero, e Copernico, e Galileo, e Newton, e ogni spirito puro e saggio che abbia mai preso corpo. Essere grandi significa essere incompresi”.

“L’uomo è timido e apologetico; non è più retto; non osa dire “io penso”, “io sono”, ma cita qualche santo o saggio. Si vergogna davanti al filo d’erba o alla rosa che soffia. Queste rose sotto la mia finestra non fanno riferimento a rose precedenti o migliori; sono per quello che sono; esistono con Dio oggi. Non c’è tempo per loro. C’è semplicemente la rosa; è perfetta in ogni momento della sua esistenza. Prima che un bocciolo sia scoppiato, agisce tutta la sua vita; nel fiore pieno non c’è più, nella radice senza foglie non c’è meno. La sua natura è soddisfatta e soddisfa la natura in ogni momento. L’uomo, invece, rimanda o ricorda; non vive nel presente, ma con l’occhio ripiegato rimpiange il passato o, incurante delle ricchezze che lo circondano, si mette in punta di piedi per prevedere il futuro. Non potrà essere felice e forte finché non vivrà anche lui con la natura nel presente, al di sopra del tempo”.